ARTE

POESIE SCELTE

Di Paola Zamataro

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Il cammino di un uomo distratto
spezza il silenzio della foresta;
scricchiolano le foglie secche
sul pavimento umido e fangoso.
Il passo lento e ritmato scandisce
il tempo della marcia.
Il tragitto ignoto, 
lo sconquasso del senso del mondo,
l'angoscia della via senza luce.
Il violento scompiglio che la suola d'una scarpa può creare
incerta, indolente, sopra un formicaio nascosto.
Una lontana e fiacca ombra si aggira nel loro cielo mentre esse lavorano:
operaie matte che nessun riposo offrono al corpo.
Scappano a raggiera, puntini neri nel suolo nero, nessun urlo, ma nell'aria briosa,
un alito di paura.
Una preghiera arriva come eco, per un Dio con le scarpe
che pensieroso continua nella valle. E che non sente e che non vede.
L'universo è un uomo distratto che vagabonda tra le case e schiaccia e percuote 
il cielo azzurro sopra di noi.

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Abiti il tuo corpo in modo delicato
muovi le tue labbra senza pretese
il tuo passo resta lontano, tra la timidezza e la fulgida gemma dei tuoi occhi

resto qui, vicina all'avvilirsi del tuo interesse
lontana dal suolo della tua armonia
e non mi struggo, ma osservo lucidamente
il nostro muro crepato
che sgretola macigni:
respiro a pieni polmoni il pulviscolo dei tuoi calcinacci su di me.

LAVATE LA MANO INVISIBILE DEL LIBERO MERCATO

Di Virginia Tallone

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I CAN'T BREATHE

Poesia di Aedo, recitata da Francesco Paolo Di Noto

INVISIBILI

Di Frasco

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PREGIUDIZIO

Di Francesco Caprio

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PER NON DIMENTICARE,

PER LA LIBERTA' DI TUTT*

Di Cristina Mion

L'interesse è direttamente proporzionale alla notiziabilità.
Il 2016 era per Giulio Regeni, il 2018 per Silvia Romano e l'inizio di questo 2020 per Patrick Zaky, almeno finchè il Coronavirus non ha soppiantato ogni slancio di interesse nutrito dell'opinione pubblica verso qualcosa di poco oltre il proprio naso.
Adesso che possiamo uscire dalle nostre camere dobbiamo ricominciare a interrogarci, ad indignarci, a lottare contro ciò che di inaccettabile succede all'esterno.
Perchè noi non possiamo fare finta di niente, non vogliamo.

Lottiamo per non dimenticare, per la libertà di Patrick, per la libertà di tutt*.

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VIAGGIO FOTOGRAFICO NEL SUD DEGLI STATI UNITI CON GOOGLE STREET VIEW

Di Ginevra Abeti

La quarantena non è stato un momento di grande attività per la maggior parte degli artisti, soprattutto per coloro che fanno del mondo esterno il proprio soggetto, come i fotografi. Io ad esempio ho pensato a svariati modi per continuare a scattare in lock down, e per un po’ di tempo l’ho fatto, ritraendo la mia famiglia, sia per documentare questa esperienza nuova, che per recuperare quei gesti di vita quotidiana ai quali non prestavamo molta attenzione prima. Poi hanno iniziato a comparire ovunque, sui social e sui giornali, reportage della quarantena da tutta Italia e la curiosità e il bisogno di  fermare quello che stavamo vivendo sono state presto sostituite dal bisogno di disinnescare, e di cercare se ci fossero altre opportunità che il lock down poteva offrire a chi come me voleva continuare a scattare.
Un pomeriggio ho scoperto Streetview.portraits, un account Instagram che pubblica fotografie catturate attraverso Google Street View. La sua creatrice infatti, la neozelandese Jacqui Kenny, che su instagram usa lo pseudonimo Agoraphobic Traveller, proprio a causa dell’agorafobia di cui soffre non può viaggiare, e per questo ha trovato un altro modo per visitare il mondo. Da lì il collegamento è stato semplice, non posso uscire, perché non fare lo stesso e fare un reportage fotografico nel sud degli Stati Uniti tramite Google Street View?