25 GENNAIO: A RUSH OF BLOOD TO THE HEAD

Mi chiedo se ci sia davvero la possibilità di scelta tra diritti e navi, persone e armi, umanità e non. C'è davvero possibilità di scelta per uno Stato?

A cinque anni dall'abominio scatenato su Giulio Regeni, la risposta sembra essere no. Per chi ancora non lo sapesse, Giulio era un ragazzo friulano mandato dall'Università di Cambridge al Cairo per condurre la propria ricerca di dottorato sui sindacati egiziani e, per questo, rapito, torturato e ucciso.


See it all disappear without a trace


Cinque anni che parlano, anche più del singolo orribile atto: l'oscenità di un autoritarismo mantenuto su sparizioni, torture, uccisioni pur di prosperare oscurando e sopprimendo quelle tante piccole primavere che di tanto in tanto riescono a formarsi e a fare eco in un mondo occidentalocentricamente ipocrita; la pena per una democrazia presa in positivo solo se considerata sul lato produttivo, quello stesso lato che la rende poi succube di qualunque ricatto internazionale a scapito dei suoi valori, anche tra ciò che non potrebbe essere equiparato, una vita umana e il partenariato commerciale; lo sdegno per il silenzio di un insieme di democrazie unite sotto io segno di cosa esattamente? Diritti o moneta? Moneta, mi viene da dire.


Cinque anni che gridano.


He said I'm gonna buy a gun and start a war

If you can tell me something worth fighting for

Oh and I'm gonna buy this place, is what I say

Blame it upon a rush of blood to the head



Non voglio parlarvi di qualcosa che non saprei e non vorrei descrivere. Qualcosa, qualcuno di cui si ricorderanno un po' tutti oggi, dimenticando domani come ieri. Così la notizia, così la memoria: funzionano a ricorrenze come i santi sul calendario.

Lasciatemi però lanciarvi uno stimolo innocuo e duro, arrabbiato e dolce come sa esserlo solo una canzone. Questa.



A Rush of Blood to the Head è la penultima traccia dell'omonimo secondo album dei Coldplay. Iniziato appena prima degli attentati del 2001 che tutti conosciamo (e ricordiamo ogni 11 settembre), il disco è una delle quiete sperimentazioni (neanche troppo sperimentali) dell'allora ancora giovane band inglese, reduce da quel gran lavoro di Parachutes. Ho sempre considerato questo gruppo come una non brutta, ma di certo pallida e non troppo entusiasmante copia dei Radiohead con un pizzico di U2. Certo hanno ottimi gusti nella scelta dei big da seguire, indubbio.


Inutili opinionismi a parte, vorrei però portarvi alla decima traccia dell'album.

Perché proprio la decima e che c'entra con Giulio?

Come tutti gli oggetti culturali, una canzone non ha un significato fisso e universale, ne assume uno ogni mente che la osserva, assaggia, ascolta.

Così per A Rush of Blood to the Head, specie se la si collega alla data del 25 gennaio, alla scomparsa di Giulio Regeni. Questa è stata l'ultima canzone da lui scaricata prima di sparire nel nulla, per poi essere ritrovato morto e irriconoscibile sul ciglio di una strada il 3 febbraio di 5 anni fa.


5 anni fa

la madre riconosceva il corpo di Giulio dalla sola punta del naso.


Oggi

riconosciamo il simbolo di Giulio da un sorriso su fondo giallo.


5 anni fa come oggi

riconosco rabbia, ingiustizia, indignazione, vuoto in una lacrima versata su questa canzone.



Almeno il 25 gennaio riconosciamoci nel corpo, nel simbolo, nella rabbia, nell'ingiustizia, nell'indignazione, nel vuoto lasciati dalla morte di Giulio e, per questo, pretendiamo verità e scelta dei diritti come forza (e non debolezza) di una nazione o unione che sia. Già che ci siamo, riconosciamoci anche, ricordiamoci anche e pretendiamo anche la liberazione del nostro Patrick Zaki.


Honey, all the movements you're starting to make

See me crumble and fall on my face

And I know the mistakes that I've made

See it all disappear without a trace

And they call as they beckon you on

They said start as you mean to go on

As you mean to go on

As you mean to go on


So meet me by the bridge

Meet me by the lake

When am I gonna see that pretty face again?

Oh meet me on the road

Meet me where I said

Blame it all upon a rush of blood to the head


di Giulia Damiano