A MARCIA INDIETRO, MA SENZA GUARDARE

L’Italia è un Paese libero, ma c'è chi lo è più di altri. Dopo mesi di ritardo causati dalle ingerenze di Ostellari, il "fermacarte umano", e dal resto del centrodestra, il Senato ha scartato il ddl Zan.

E anche questa volta l'Italia è rimasta indietro. 


La legge, se approvata, sarebbe stata una grande vittoria sul fronte dei diritti civili.

Da molti faziosamente criticato in quanto falsamente considerato in qualche modo una limitazione della libertà di espressione, in realtà il decreto garantiva anche coloro che hanno posizioni diverse, il diritto di scegliere e diffondere le proprie convinzioni a condizione che non incitassero alla violenza.


Se questo non è liberale e progressista, non so cosa lo sia.


Quasi tutti i sondaggi degli ultimi mesi mostravano un consenso sostanziale nei confronti della legge, vista come giusta e necessaria soprattutto dalla parte più giovane della società; ma in totale distanza da ciò ha vinto l’arretratezza, l’ignoranza, e il mondo piccolo di Lega e Fdi, che ha risposto alle richieste d’aiuto reali e sincere vestendo i falsi panni della vittima e banalizzando un problema gravissimo.

Ciò che ho più trovato deplorevole negli ultimi giorni è stato il contributo dei “liberali” a questa pagliacciata. “Siamo la gente della libertà” così fa l’inno di Forza Italia, ma intanto la libertà solo pochi l’hanno vista.

La capogruppo Bernini si diletta spesso a postare la bandiera del Pride su Instagram, ma ha poi votato contro come se niente fosse. 

Un briciolo di coerenza è arrivato da +Europa e Azione, ma loro contano poco.


Quanto alla sinistra o presunta tale, diciamo che dal voto segreto sorgono molti sospetti, nel Partito Democratico ci sono molti esponenti di spicco contrari al ddl, De Luca e Lorenzin per esempio, e la loro mancata unanimità è quindi tutt’altro che sorprendente. 


Anche Italia Viva aveva mostrato dei ripensamenti, ma questa presa di posizione pare comunque poco spontanea. Sicuramente si staranno stringendo accordi per il Quirinale, il che potrebbe anche essere interessante, ma qui ne va della vita delle persone!

Se il Parlamento si aspetta che la gente stia zitta e buona mentre si negano i principi della civiltà per eleggere il nuovo capo di stato allora almeno che ci mettano una Bonino, un Fratoianni o che magari resuscitino Pertini!


Concludendo con una nota quasi positiva, il mondo gira a sinistra, anche De Gasperi lo diceva. Quindi magari oggi vediamo quel clown di Pillon festeggiare assieme alle associazioni anti-aborto che lo pagano per mettersi papillon osceni, ma domani avremo la meglio, è sempre finita così perché è così che deve essere. 

Certo, c’è il rischio che ci mettano o Berlusconi o Casini al Quirinale, pero’ potrebbe andare peggio... o anche molto meglio.



- di Nicola Maria Servillo