A VOI LA RISPOSTA

Immaginate di essere un dottorando di nome Giulio, mandato in uno dei Paesi più affascinanti dell’Emisfero Boreale a fare ricerca. Mettetevi adesso nei panni di uno studente di sociologia che si chiama Patrick, fiero di frequentare in Erasmus un master internazionale sugli studi di genere nella nostra calda e accogliente Bologna. Infine, pensate di essere una persona fiera della propria identità sessuale: ad esempio, una lesbica di nome Sara. Una lesbica fiera di esserlo. Che manifesta per urlare con orgoglio al mondo che i suoi diritti sono gli stessi di ogni altra persona. Penso che le storie di questo dottorando, questo studente in Erasmus e questa donna fiera di essere lesbica siano belle storie. Belle perché pure. Adesso mettetevi nei panni di un dottorando che viene rapito e ucciso, di uno studente Erasmus che viene incarcerato senza alcun rispetto del diritto, e di una lesbica che si uccide perché, come scrive in una lettera struggente, “il dolore è troppo grande”. Ecco che l’umore del lettore cambia di colpo, e l’ansia di identificazione nei protagonisti delle storie svanisce.

La cosa più atroce però è che esiste un Paese, l’Egitto, che ha permesso che queste storie diventassero drammi. E queste straordinarie avventure, tragedie.

Esiste anche una democrazia dove vige lo Stato di diritto: si chiama Italia. È governata da una persona apparentemente seria e coerente, l’avvocato Giuseppe Conte. In questa meravigliosa terra è nato Giulio, e sempre qui è venuto a studiare Patrick. La cosa strana è che, dopo 4 anni dalla morte di Giulio e quasi 6 mesi dalla detenzione di Patrick, il premier Conte abbandona senza apparenti ragioni la sua coerenza. Da un lato, infatti, assicura ai genitori di Giulio che farà di tutto per ottenere giustizia dall’Egitto. Dall’altro lato, autorizza la vendita di due navi militari, per un valore tra i 9 e gli 11 miliardi, proprio al Paese delle piramidi.

Guarda caso, l’Egitto è un luogo strategico per gli interessi commerciali dell’Italia: l’ENI vi svolge le sue attività, e bisogna tutelare gli interessi nazionali. Anzi, ci dicono, rimanendo in buoni rapporti con l’Egitto sarà più facile ottenere da Al-Sisi (il sanguinario dittatore che lo governa) che i colpevoli vengano consegnati alla giustizia.

Rimane un’ultima cosa che fa apparire Conte come un onesto ipocrita: l’avvocato, esperto di diritto, ignora (o finge di ignorare) l’articolo 185 del 1990, che vieta la vendita di armi a Paesi in guerra. Ohibò: l’Egitto sta partecipando alla guerra civile in Libia!

Non sarà che questo governo ci prende tutti per le natiche e non sta facendo assolutamente nulla per onorare la memoria di Giulio e la vita di Patrick? A voi la risposta, cari lettori.


-Daniele Ballerini