ALLA SCOPERTA DI NOI STESSI


La nostra cultura consumistica è la cultura del movimento e della novità. È la cultura progressiva, dell’illuminismo, di un’umanità capace sempre di affermare sé stessa. È la cultura della tecnica e della comunicazione che annulla gli spazi; della novità come unica garanzia di originalità. Nel mondo post-virus sarà necessario recuperare un’altra cultura: quella della riscoperta di ciò che già abbiamo, e allo stesso tempo della sua messa in discussione. Sarà necessario rivalutare sempre più il nostro rapporto con la Terra che ci ospita, da concepire più come un essere vivente che come un involucro senza anima.


Impareremo, si spera, che rispettando gli spazi della natura limiteremmo il rischio di nuove pandemie dovute ad innaturali contatti uomo-animale. Impareremo, forse sulla nostra pelle, quanto sia importante essere solidali. E che la vita non può dipendere soltanto da un dato sistema di produzione, ma in situazioni di crisi va ripensato il nostro stare insieme rielaborando in modo nuovo quanto sappiamo. E chissà, magari dalle emozioni della quarantena, sicuramente negative ma comunque foriere di novità che dobbiamo accettare, potremo riscoprire la necessità della bellezza: magari può essere solo la poesia a “fare affiorare qualcosa che non ha parole all’interno delle parole”. Una poesia di dolore, di grido, di sofferenza, di rinascita. Una poesia bella perché umana.


- Daniele Ballerini