ANTILLE - POP X

Lo so a cosa state pensando: tante nuove uscite interessanti e questa consiglia (per quanto possibile) i Pop X.

Solitamente non prediligo questo genere, anzi, a dirla tutta sono in un campo praticamente inesplorato - sarà che probabilmente neanche loro saprebbero in che genere collocarsi- . Un po’ indie pop, un po’ elettronica, un po’ presa per il culo ai primi due. Allora perché ho scelto di dedicare a loro la mia prima recensione in assoluto -che poi chiamarla recensione è un auto complimento-? Voi siete gli stessi che fino a qualche mese fa sfottevano la Britney in meme di ogni tipo per il suo essere toxic. E adesso? Adesso non solo avete già capito di chi parlo nonostante io non abbia neanche menzionato il suo nome per intero, ma è diventata la nuova Marianne/Mosè (a seconda delle credenze) del Capitale. Adesso tutti ad ascoltare attentamente sue canzoni cercando di rilevare messaggi criptati sulla chiamata al comunismo, un po’ alla Stairway to Heaven col suo presunto satanismo, per intenderci.

Beh se Britney è per voi comunismo, i Pop X sono per me anarchia.

No non sono anarchica, però il disordine in musica mi ha sempre fatto un certo effetto in positivo e loro sono proprio così: disordinati. Di fatto lo stesso frontman Davide Panizza definisce la sua non-band come «un vortice di azioni in continua rivoluzione il cui punto cardine è continuare a distruggere per creare».

Dall’acquario di Cattolica il quint-sest-etto (non l’ho mica capito quanti sono) trentino approda ai Caraibi. Uscita questo 28 febbraio, Antille è una delle nuove produzioni Bomba Dischi, sì quella che in questi anni ci ha catapultati nel meraviglioso mondo dell’indie. L'album tiene alto il profilo dei Pop X perché c’è una ricerca dei suoni che finisce per essere più virale del COVID-19: canticchierete più o meno per tutta la quarantena. La domanda è: finirà prima lei o prima voi di emettere suoni improbabili imitando malamente l’autotune? Sfida aperta. Sia chiaro, mi gratta l’orecchio a sentire il camuffa-stonati per eccellenza, però i Pop X prendono in giro tutto ciò che gli capita a tiro: le hit estive da sagra, le tastiere tanto retrò da essere recuperate e stuprate in ogni dove dall’indie mainstream e sì, anche l’autotune (con acuti abbastanza opinabili). Tutto paradossalmente al proprio posto in un album bomba.

I testi poi sono sempre un po’ così... a sentimento e un anche po’ profetici considerando la situazione attuale: “barricati in casa da una settimana” -ma magari fosse solo una- “senza far la spesa per una settimana morirebbe anche il figlio di Betlemme” e “figli e mogli tutti a casa per un’altra settimana”, insomma provare per credere.

Antille, Barboni, Baila, Barricati, Il Cielo è Perso, Onda, Tridente, Down, D'Annunzio, Ape. No, non è quella lista della spesa che fate minimo una volta al giorno per scappare 20 minuti da vostra madre che vi ha messo ai lavori forzati dall’inizio della quarantena tanto da farvi salire il “mavaffanmaghreb” o “mavaffanchiulo”. Per altre nuove e originali alternative all’esortazione al viaggio più usata di sempre, andate a sentirvi quelle che sono le tracce di un album tanto improbabile quanto spaziale.

Ascoltate e gioitene tutti. - Giulia Damiano