COME SOSTIENE PEREIRA

Il grande romanzo civile di Antonio Tabucchi, Sostiene Pereira, presenta personaggi e ambientazioni che partecipano in un contesto storico e politico incerto: il Portogallo del 1938 durante la dittatura di Salazar.

Il giornalismo, la storia e la letteratura camminano verso un’unica direzione ed insieme riescono a ricostruire un’immagine del passato, un determinarsi del presente e un’ipotesi del futuro. L’idea di ipotesi e di incertezza comprende anche il passato e ogni istante presente. In effetti, il giornalismo e la letteratura determinano e sono determinati dall’evolversi della storia, e la storia è l’insieme di nuovi inizi che stabiliscono nuove evoluzioni improvvise.

Sin dalle prime pagine la parola incertezza mi risuona in mente ad intermittenza, sia per il momento storico in cui vivono le vicende descritte in questo libro. sia per l’evidente rassegnazione e stanchezza del protagonista, il dottor Pereira, nel suo modo di affrontare le giornate e la situazione politica portoghese. Pereira, come sostiene, è il giornalista che dirige la pagina culturale del “Lisboa” ed egli vive il ruolo della cultura in modo disincarnato rispetto alla realtà sociale.


Pereira raggiunge una nuova consapevolezza, complice anche l’incontro nell’estate del 1938 con Monteiro Rossi, giovane antifascista che lotta per la rivoluzione e per cambiare il sistema dittatoriale, iniziando a concepire che il ruolo dell’intellettuale deve necessariamente incontrarsi con la politica, nonostante essa sia caduta nel baratro della dittatura. Ecco che qui la letteratura e la storia si incrociano: la conoscenza, per divenire motore di libertà, deve necessariamente essere messa in pratica attivamente, al servizio della comunità.

L’occhio di Pereira assume uno sguardo critico verso le ingiustizie dominanti perpetrate all’interno della dittatura fascista e riconosce che la pagina del giornale che dirige non può rimanere nell’indifferenza. Indifferenza intesa come appiattimento delle emozioni che non promuove interventi e che rende cieca ogni possibile via per smuovere la propria coscienza.

L’indifferenza inizia quando il sé e l’altro si allontanano, quando davanti alla distruzione non si riconosce più la differenza tra male e bene, quando nasce la convinzione che il nostro contributo sia solamente un granello di sabbia in mezzo al mucchio e che, senza di esso, il mucchio vivrebbe ugualmente. Ma chi lo determina allora il mucchio? In quale momento il mucchio smette di essere un mucchio? La verità è che il mucchio non sparirà mai finché sopravvive un granello (come dimostra il paradosso del sorite).

Ecco, probabilmente Pereira sapeva che tutto questo avrebbe portato al nichilismo più becero se si fosse perpetuata ancora per molto tempo la dittatura, e considerava il suo giornale un mezzo potente per controvertere le sorti della storia.

Pereira è consapevole del mutamento sociale che sta distruggendo la vita collettiva del Portogallo, in quanto il regime priva della libertà di opinione e, dunque, provoca una polarizzazione del dibattito pubblico poiché acclama solamente un nucleo di idee propagandate dalla dittatura. Lo scrittore ha la responsabilità di esplorare gli abissi della società con occhio critico, per comprenderne i fatti e raccontare le contraddizioni che abitano nella nostra quotidianità, attraverso una lettura lucida.

Sostiene Pereira è un viaggio senza ritorno verso la libertà.



di Caterina Castellini