CONFINATI

Sono tempi in cui il mio umore (come quello di tutti) oscilla tra la noia e la frustrazione. L’unico sforzo che possiamo fare è quello di cercare di mettere a frutto le nostre giornate straordinariamente ordinarie, utilizzando questo tempo inaspettato per porci domande nuove e ripensare i concetti cardine non solo del modo in cui viviamo, ma anche del mondo in cui viviamo.

Da qui il consiglio di lettura per “Io sono confine” di Shahram Khosravi: quest’ultimo è un antropologo iraniano che conduce una ricerca etnografica sulla natura fisica e immaginaria dei confini, partendo da un’esperienza di migrazione illegale vissuta in prima persona. Il punto di vista di Khosravi invita non soltanto a guardare la frontiera stando dall’altra parte, ma obbliga a ripensare la natura stessa dei confini e degli elementi cardine delle narrazioni politiche contemporanee: cittadinanza, diritti universali, Stato-nazione. Con uno stile fluido che alterna excursus biografici, dati, citazioni e riflessioni filosofiche, l’antropologo costruisce un quadro politico ed etico del mondo contemporaneo al quale non si può rimanere indifferenti, trasportando il lettore all’interno della “migrazione illegale” e della sua gestione, delle sue origini culturali e strutturali, delle sue conseguenze.

Khosravi prende in prestito pensieri e citazioni dei grandi intellettuali, da Kafka ad Hannah Arendt passando per Foucault, e ricostruisce un puzzle inedito dei concetti stessi di diritti e di confine, senza dimenticare di dare un volto e una storia a coloro che non hanno il diritto di avere i primi violando il secondo. Io sono confine è un libro stimolante, ricco di spunti, uno di quelli che si finiscono avendo allungato la propria lista di lettura di almeno dieci titoli; da non perdere.

Spoiler stimolanti

“Le politiche di confine non puntano a uccidere i migranti, ma sono disposte a tollerarne la morte, mettono in conto la possibilità che ci siano vittime.

Il sacrificio è un atto religioso primario, e il sacrificio di chi viola i confini è parte integrante della religione professata dallo Stato-nazione, è una manifestazione della sua sovranità”

“Ridefinire un problema sociale come crimine, e bollarne le vittime come criminali, è una strategia politica per autorizzare interventi di forza su comportamenti che prima non erano considerati reato.” -Dauvergne

“Per definizione, il viaggiatore illegale si muove in uno spazio esterno alla legge e dunque fuori dalla sua protezione. È questo il tratto distintivo della politica contemporanea sui confini, che senza usare in modo diretto il potere di uccidere espone i trasgressori alla morte.” -Agamben


- Virginia Tallone.