EDITORIALE

Si può informare attraverso l’arte?


Noi funamboli pensiamo di sì. Sono appena terminati tre mesi di vita prima limitata in quattro mura e poi lentamente ritornata a essere simile a quella a cui eravamo abituati. Ma la “nuova normalità” con cui dovremo convivere nei prossimi mesi non potrà essere uguale alla vecchia. Sono troppe le storture di un sistema capitalistico che produce disuguaglianze, e che mal si adatta ai tempi rapidissimi del cambiamento climatico. Troppe le ingiustizie e le discriminazioni legate al sesso, all’etnia e al genere.

Ma sono tante anche le forze dal basso da cui ripartire; e in questo senso un ruolo fondamentale può svolgerlo l’arte, per indicare un’altra via. La via della denuncia sociale insita nelle nostre vignette sui migranti, trattati in modo inumano se arrivano dall’esterno (i “porti chiusi” non si sono aperti poi così tanto con il secondo governo Conte) e, all’interno, “onorati” di un permesso di soggiorno valido a tempo e utile, in quest’ottica distorta, solo per avere braccia che raccolgano i pomodori. La strada della creatività della poesia, utile balsamo per le numerose inquietudini legate al nostro periodo in quarantena.

Il percorso dei fotoreportage da California, Nex Mexico e Arizona, realizzati attraverso Maps per “catturare” pezzi di mondo anche durante il lockdown. Lo strumento dei fumetti satirici, con cui ironizzare, criticandola, sulla difesa a priori del libero mercato. E poi le nostre grafiche, che provano a mantenere alta l’attenzione sull’arresto di Patrick Zaki da parte di un paese, l’Egitto, al quale continuiamo indefessamente a vendere armi; e che tentano di far riflettere sull’omicidio dell’afroamericano George Floyd, una vicenda che sta scuotendo gli Stati Uniti.


La nostra settimana dell’arte apre un’estate di profonde riflessioni da parte nostra: ogni sette giorni approfondiremo particolari aspetti economici, sociali, psicologici, politici, culturali legati a come sarà presumibilmente il mondo post-Covid, e a come vorremmo che fosse.

Provando sempre a dire la nostra.

Continuando a fare informazione indipendente, in un periodo che vede le principali testate dominate da grandi gruppi economici e di potere. Non smettendo mai di credere che la bellezza ci salverà. Per questo giugno inizierà, per noi funamboli, con una settimana densa di contenuti “politici” propri dell’emisfero creativo.

Densa di arte.


di Daniele Ballerini