IL SIMPATIZZANTE

Un romanzo di Viet Thanh Nguyen


Sono una spia, un dormiente, un fantasma, un uomo con due facce. E un uomo con due menti diverse, anche se questo probabilmente non stupirà nessuno.”


Saigon, aprile 1975. La guerra in Vietnam va avanti ormai da quasi vent’anni. Il fronte settentrionale ha ceduto di fronte all’avanzata dei Vietcong e gli americani si preparano ad abbandonare il paese.

Nel caos e nella confusione del momento cercano rifugio altrove i generali e i pezzi grossi dell’esercito del Vietnam del Sud, fedeli sostenitori dello zio Sam e ferventi anticomunisti.

Tra loro si nasconde il Simpatizzante, una spia nordvietnamita che è riuscito a guadagnarsi la fiducia della Polizia Nazionale del Vietnam del Sud e della CIA. Il Simpatizzante riesce a mimetizzarsi e a interpretare alla perfezione il suo ruolo di Capitano, d’altronde è tutta la vita che sta recitando un “suo” ruolo, affidatogli da qualcun altro.


Il Simpatizzante, di cui non si scoprirà mai il nome, o che forse non si ricorda nemmeno lui, è il bastardo in quanto figlio di una donna vietnamita e di un prete francese, è il profugo del nord quando insieme alla madre fugge dalle bombe che cadono dal cielo per trovare rifugio a Saigon, è l’asiatico mentre studia all’università in California, è il rifugiato vietnamita negli Stati Uniti dei primi anni 80, è il traditore quando decide di tornare in Vietnam.

Gli altri creano una maschera e lui la indossa.


Emarginato sin da bambino a causa della sua diversità, il Simpatizzante vivrà sempre a metà tra due mondi. In Vietnam è considerato troppo occidentale per coprire alti ruoli nell’esercito o per sposare la donna di cui si è invaghito. Negli Stati Uniti i suoi tratti sono troppo orientali per non essere guardato con sospetto e di conseguenza essere discriminato. Anche se per gli americani gli asiatici sono tutti uguali, tutti gialli.


Dovevo prendere un foglio di carta e piegarlo a metà in senso verticale, scrivendo Oriente a sinistra e Occidente a destra. Poi dovevo buttare giù le mie qualità orientali e occidentali.”


Respinto da due mondi che non lo riconoscono come loro figlio, il Simpatizzante si avvicina a Marx, Lenin, Mao e si unisce al Fronte di Liberazione Nazionale del Vietnam del Sud.

L’autentica fede nei confronti del comunismo, l’ideale che lo ha accolto e cresciuto, è però considerata troppo “americanizzata” una volta tornato in patria, dopo anni di spionaggio negli Stati Uniti. La sua maschera, l’identità che il Simpatizzante è riuscito a crearsi da solo è messa in dubbio da un mondo che continua a non accettarlo, se non alle proprie condizioni.


Chi è quindi il Simpatizzante, quali sono le sue certezze?

Ma poi: a che serve tutto questo alla fine del viaggio?


di Elena Lupica