IMMAGINA DI COMPRARE 4 MELONI

J’ACCUSE


Immagina di comprare 4 meloni: almeno uno è stato raccolto da un lavoratore migrante. Secondo il Dossier Statistico Immigrazione 2018, i lavoratori stranieri costituiscono, infatti, circa un quarto del settore agricolo. E i dati sono vecchi, in aumento e parziali, perché fotografano soltanto coloro che hanno un regolare rapporto di lavoro.

Immagina la grande distribuzione alimentare, un comparto che vale quasi 90 miliardi di fatturato all’anno: i lavoratori e le lavoratrici che contribuiscono a produrlo sono pagati, in media, 1.7 euro all’ora. 12 ore di lavoro al giorno in cambio di 20 euro.

L’occupazione agricola in Italia è caratterizzata dalla stagionalità, dall’inefficienza dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro, dall’assenza di intermediazioni legali: è qui che si innesta il sistema del caporalato.

J’accuse questa strutturazione del mercato del lavoro, che congiuntamente alle eufemisticamente inadeguate politiche migratorie degli ultimi 20 anni, ha contribuito a creare una delle più redditizie economie sommerse: il business dell’agro-mafia vale (si stima) 25 miliardi di euro.

J’accuse l’ennesima situazione all’italiana di omertà, perché finchè l’economia interna è nutrita, poco importa di quali siano le condizioni umane in cui quella ricchezza viene prodotta.

J’accuse, alla luce di questo contesto, l’inadeguatezza del programma di regolarizzazioni attuato dal governo nel Decreto Rilancio.

J’accuse il circolo vizioso dei provvedimenti ipocriti e delle sanatorie di massa, che sono la prassi della politica migratoria italiana dagli anni ‘90.

J’accuse la Turco-Napolitano, la Bossi-Fini, i Decreti Minniti e i Decreti Sicurezza, tutti ancora indiscussamente in vigore e tutti caratterizzati da una natura intrinseca che costruisce la clandestinità, propagandando di combatterla.

J’accuse il sistema dei diritti del lavoratore, che dipendono ancora, nei fatti, dal possesso del permesso di soggiorno o della cittadinanza (e a volte non basta neanche quella): le persone vengono trasformate in categorie produttive e meritano il rispetto dei fondamentali diritti umani solamente nel momento in cui il loro sfruttamento deve essere giustificato.


Senza entrare ulteriormente nel merito delle politiche migratorie in generale, anche se ci sarebbe ancora tanto da dire e da chiarire, vorrei spendere due parole sullo sciopero di oggi, 21 maggio 2020, dei braccianti agricoli.

Il sindacalista Aboubakar Soumahoro ha detto: “Non vanno regolarizzate le braccia, ma gli esseri umani” e forse non ci sono parole migliori per riassumere la situazione. I permessi di lavoro avranno una durata di 6 mesi e saranno indissolubilmente legati (d’altronde lo dice il nome) a un contratto di lavoro.

J’accuse la logica per cui se perdi il lavoro, perdi il permesso: considerando la flessibilità congenita del settore agricolo, questo provvedimento non andrà in nessun modo ad agire concretamente sulla situazione di sfruttamento che migliaia di lavoratori e lavoratrici vivono ogni giorno.

J’accuse il “salario da piazza”, i ricatti e le deplorevoli condizioni di vita a cui sono sottoposti gli invisibili del caporalato, soprattutto in questa emergenza sanitaria.

Il Decreto Rilancio non ha garantito il rilascio di un permesso di soggiorno per emergenza, impedendo, di fatto, l’iscrizione all’anagrafe e la scelta di un medico di base. J’accuse questo provvedimento discriminatorio e parziale. La mancanza di controlli e di incentivi ai datori di lavoro renderà la regolarizzazione un diritto per pochi, subordinato alle convenienze dei padroni.

Caporali che non saranno puniti per aver sfruttato il lavoro in nero, perché basterà regolarizzare oggi per giustificare anni di profitto sulle spalle dei più deboli. J’accuse un provvedimento che, ancora una volta, dà una pacca agli sfruttatori e uno schiaffo agli sfruttati.

Vorrei inoltre sottolineare che lo sfruttamento del lavoro nel mercato agricolo è congenito e sistematico, non dipende soltanto dal possesso di un regolare permesso di soggiorno. Per poter essere competitivo, il prodotto agricolo oggi ha bisogno dell’abbattimento dei costi di produzione.

J’accuse l’ennesima politica codarda e contestuale che non ha la minima intenzione di andare ad arginare una situazione disastrosa, bensì punta alla regolarizzazione del profitto nel contesto dell’emergenza, ignorando deliberatamente il diritto alla vita.

La ministra delle politiche agricole Bellanova ha dichiarato che “gli invisibili saranno meno invisibili”, ma a emergenza finita i braccianti torneranno invisibili, come tutti gli altri migranti. J’accuse la retorica nauseabonda che pretende di “ridare dignità e identità alle persone”. J’accuse le lacrime di coccodrillo di questo governo. J’accuse una burocrazia volutamente disfunzionale. J’accuse un sistema politico ipocrita, legittimato dal discorso pubblico del meno peggio. In solidarietà allo sciopero di oggi, J’accuse… - Virginia Tallone


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English version


Imagine buying four melons: at least one was collected by a migrant worker.

According to the 2018 Immigration Statistical Dossier, foreign workers make up about a quarter of the agricultural sector here in Italy. However the data is outdated and only show part of the real figures, because they only includes those who work under regulations and don´t evade taxes.


Agricultural employment in Italy is characterized by its dependency to seasons and the faulty supply and demand system that comes with it. Another trait, is tis absence of legal intermediation: this is where the employers play a huge role.


J´accuse this structuring of the labor market, which together with the euphemistically inadequate migration policies of the last 20 years, has contributed to creating one of the most profitable underground economies: the agro-mafia business is worth (estimated) 25 billion euros.


J´accuse yet another situation of Italian silence, because, it does not matter what the human conditions are, as long as the internal economy is nourished.


In the light of this context, J´accuse the inadequacy of the regularization program implemented by the government in the Decreto di Rilancio (Relaunch Decree).

J´accuse the vicious circle of hypocritical policies and mass amnesties, which have been the practice of Italian migration policy since the 1990s.


J´accuse Turco-Napolitano, Bossi-Fini, the Minniti Decrees and the Safety Decrees, all still unquestionably in force and all characterized by an intrinsic nature that builds up the concept of clandestinity by propagandizing it to fight it.


J'accuse the system of worker rights, which still depends, in fact, on the possession of a residence permit or citizenship (and sometimes even that is not enough): people are robbed of their humanity and turned into production factors, they deserve respect for fundamental human rights and their exploitation cannot be justified.


Without going further into the flaws of migration policies in general, even if there is still much to be said and clarified, I would like to say a few words about today's strike, 21 May 2020, of farm laborers.


Trade unionist Aboubakar Soumaoro stated: "labourers should not be regularized as such, but as human beings" and perhaps there are no better words to summarize the situation.

Work permits recently approved will last for 6 months and will be inextricably linked (as the name implies) to an employment contract.


J´accuse the logic that if you lose your job, you lose your permit: considering the congenital flexibility of the agricultural sector, this provision will in no way act concretely on the exploitation situation that thousands of workers lives every day.


J´accuse the insignificant wages, the blackmail and the deplorable living conditions to which the invisibles of the corporal are subjected, especially in this epidemic.


J´accuse this discriminatory and partial measure. The lack of checks and incentives for employers will make regularization a right for the few, subordinated to the bosses' convenience. Employers will not be punished for exploiting their undeclared employees, because to regularize today will be enough to justify years of profit on the shoulders of the weakest.


J´accuse a measure that, once again, pats the exploiters and slaps the exploited.

I would also like to emphasize that the exploitation of labor in the agricultural market is congenital and systematic and does not depend only on the possession of a regular residence permit.


In order to be competitive, agricultural products today need to reduce production costs.

J´accuse yet another cowardly and contextual policy that does not have the slightest intention of curbing a disastrous situation, but aims at regularizing profit in the context of the emergency.


The minister of agricultural policies Bellanova said that "the invisible ones will be less invisible", but once the emergency is over the farm workers will return invisible, like all the other migrants.


J´accuse the crocodile tears of this government.

J´accuse the nauseating rhetoric that claims to "restore dignity and identity to people".

J´accuse a deliberately dysfunctional bureaucracy.

J´accuse a hypocritical political system, legitimized by the public discourse of the least worst.

In solidarity with today's strike, J'accuse ...