IT'S BEGINNING TO LOOK A LOT LIKE CHRISTMAS

In questa edizione natalizia di Non Perdere Il Filo, ho per voi tre, e dico tre, riflessioni: la prima riguarda Neve di Maxence Fermine, la seconda Through The Woods di Emily Carroll, e l’ultima Baby It’s Cold Outside di vari autori.


Neve è un romanzo piccolissimo, che racchiude però un mondo intero nelle sue pagine, fatto di silenzi, parole, ed equilibrio. Narra di un giovane poeta, Yuko, che vuole perfezionare la sua abilità nell’arte dell’haiku (componimento poetico giapponese composto da tre versi per complessive diciassette sillabe, secondo lo schema 5/7/5). Per farlo intraprende un viaggio nell’isola più settentrionale del Giappone, ma la sua ricerca si intreccia a un mistero legato a una funambola (manco a farlo apposta!) congelata nel ghiaccio… È un’opera che colpisce per il suo tono delicato e quieto – come lo sono i passi sulla neve.


Through The Woods è una raccolta di storie a fumetti, teoricamente di genere horror – in realtà, l’atmosfera è più eterea e vagamente inquietante che terrificante. Perché rientra in questi consigli a tema natalizio? Perché i racconti sono spesso ambientati in luoghi remoti nascosti nei boschi (come da titolo), e principalmente d’inverno! Questo crea un clima che riporta a vestiti pesanti e serate passate attorno al camino, al sicuro nella propria casetta quando fuori infuria la tempesta. In effetti, credo che sia perfetto per un pomeriggio invernale da passare sotto le coperte, con una tazza di tè a scaldare le dita…

Baby It’s Cold Outside è un duetto prodotto originariamente da Frank Loesser, e merita un ragionamento più complesso. Come forse alcuni sapranno, il testo è stato, in questo secolo, oggetto di pesanti critiche per alcune frasi che possono riportare alla cultura dello stupro – “The answer is no / But baby it's cold outside”, “Say what's in this drink?” – ma, all’origine, era davvero così? In molt* dicono che in realtà, ai tempi della sua creazione, questa canzone fosse al contrario progressista e supportasse la libertà sessuale. Come? Ad esempio, la parte femminile cita spesso le opinioni altrui – la madre, il padre, le amiche della zia – che potrebbero danneggiarla, ma parla raramente delle proprie, e quando lo fa sono sempre positive. Perfino la domanda “cosa c’è nel mio drink?”, che per noi tutt* ha delle implicazioni alquanto inquietanti, potrebbe essere di supporto a questa teoria, dato che, un tempo, la battuta si utilizzava per indicare la presenza di alcol che poteva essere usato come scusa per atteggiamenti meno… pii. Certamente oggi il testo appare superato, e sono benvolute le variazioni sul tema, come Baby, It’s Consent Inside: feminist approved Baby, It’s cold outside di Dara Laine, che afferma “I really can’t stay / That’s totally fine. I’ll call you again.”


Buone feste!


di Anna Credendino