LA STESSA LOTTA, LA STESSA RAGIONE

Storie di Donne per i diritti umani

di Riccardo Noury,

edizioni people


1. Sarah Hegazi

Giovane attivista LGBTQ egiziana. Dopo aver subito tremende torture e violenze sessuali nelle carceri egiziane, si è tolta la vita il 14 giugno 2020 a Toronto, dove era fuggita in esilio.


“Chiunque non sia un musulmano sunnita eterosessuale maschio che sostiene il regime al potere è considerato perseguibile, impuro o morto. I Fratelli Musulmani, i salafiti e gli estremisti alla fine si sono detti d’accordo con il potere dominante: hanno assunto una medesima posizione nei nostri riguardi. Hanno convenuto sulla violenza, sull’odio, sul pregiudizio e sulla persecuzione. Forse, sono le due facce di una stessa medaglia”


2. Marielle Franco

Attivista LGBTQ e femminista brasiliana. Marielle è stata uccisa da quattro colpi di pistola alla testa il 14 marzo 2018 a Rio de Janeiro.


“Essere una donna nera significa resistere e sopravvivere ogni momento della nostra via. Guardano i nostri corpi e ci sminuiscono, controllano per vedere se ci sono droghe o pidocchi sotto le nostre fasce per capelli. Negano la nostra stessa esistenza”


3. Loujain Al-Hathloul

Femminista ed attivista dell’Arabia Saudita. Loujain è in carcere dal maggio del 2018. Vi è entrata con l’assurda accusa di “oscurantismo reputazionale”, il suo crimine è l’attivismo contro la rigidità di una società patriarcale che impedisce alle donne una vera libertà personale.


“Io vincerò. Non subito, ma per sempre”


4. Martine Landry

Attivista francese per i diritti dei migranti e l’importanza dell’accoglienza, è l’emblema della criminalizzazione della solidarietà. Dal luglio 2017 al luglio 2020, Martine ha trascorso anni di assurdo tormento: su di lei gravava l’accusa di aver favorito l’immigrazione clandestina per il semplice fatto di aver soccorso ed ospitato minori non accompagnati che cercavano di attraversare il confine italo-francese.


“Ci perseguitano per intimorirci. Ma più ci accusano, più diventiamo forti”


5. Marinel Ubaldo

Attivista filippina, per contrastare il cambiamento climatico. Giovanissima attivista super impegnata: a soli 15 anni è entrata a far parte del plan International e ha fondato la Federazione dei leader giovanili per l’azione in favore dell’ambiente e non ha mai smesso di lottare.


“Una crisi è già in corso: i leader mondiali devono smetterla di fare grandi discorsi e iniziare ad agire”


6. Yasaman Aryani

Attivista iraniana, impegnata nella denuncia della corruzione del governo, e grande femminista. L’8 marzo 2019, vestita di rosso intenso ha regalato fiori a tutte le passeggere della metropolitana di Teheran, augurando “buona festa della donna!”. Per questo gesto è stata arrestata un mese più tardi e condannata a 9 anni e sette mesi di carcere.


“Questa amnistia è stata uno show: vogliono mostrare una buona immagine di loro stessi a livello internazionale. Vogliono far vedere che garantiscono l’amnistia ai prigionieri politici, intanto tengono in carcere altre attiviste che dovrebbero essere rilasciate, anche secondo le loro leggi”


7. Lisa Bosia Mirra

Attivista svizzera in prima linea per la difesa dei diritti di rifugiati e migranti. Nel 2017 è stata dichiarata colpevole di “incitamento ripetuto all’ingresso illegale” e di “favoreggiamento del soggiorno illegale”. Anche se nel 2020 le è stata riconosciuta l’attenuante specifica di “aver agito per motivi onorevoli”, non è mai stata assolta dalle accuse e il suo casellario giudiziario resta macchiato.


“Non possiamo fare nulla per fermare la guerra, possiamo fare molto poco per alleviare le sofferenze lungo le rotte migratorie. Quello che possiamo fare è batterci per costruire una società accogliente, affinchè che arriva qui, dopo un lungo periplo, sia accolto con amicizia e rispetto. Questo solo possiamo fare”


8. Berta Càceres

Attivista dell’Honduras, ha lottato in difesa dei diritti della popolazione indigena e del loro ambiente. Berta è stata violentemente assassinata a colpi d’arma da fuoco il 2 marzo 2016.


“Hanno paura di noi perché non abbiamo paura di loro”


9. Nadia Murad

Premio Nobel per la Pace del 2018, Nadia è una giovane attivista irachena.


“Voglio essere l’ultima ragazza del mondo con una storia come la mia”


10. Tep Vanny

Tep è la più nota attivista cambogiana per il diritto alla casa, guida dal 2008 del Movimento Boeung Kak 13 che si oppone pacificamente agli sgomberi delle comunità del lago Boeung.


“Possiamo contare solo su noi stessi. Ci sosteniamo l’un l’altro, e tante voci diventano una sola”


11. Màxima Acuña

Attivista peruviana che solleva a gran voce i problemi delle comunità peruviane costrette a vivere in eterna precarietà a causa dell’espansione dell’industria estrattiva.


“Non ho mai potuto andare a scuola, non ho mai avuto l’opportunità nemmeno di imparare a scrivere. Ma so come resistere, so come lottare, e questo è il motivo per cui le società minerarie non mi sconfiggeranno mai”


12. Eren Keskin

Avvocata e attivista per i diritti umani della Turchia. Ha subito e continua a subire un violento accanimento politico e giudiziario da parte dello stato.


“ Combattere per i diritti umani in Turchia ci ha insegnato a prendere posizione, e a rimanere obiettivi allo stesso tempo”

13. Razan Zaitouneh

Attivista siriana, ha osservato e vissuto i primi anni del conflitto siriano avendo come obiettivo un futuro dove i diritti umani sarebbero stati rispettati. Ma dal 2018 non abbiamo più sue notizie.


“Mi sto nascondendo, come centinaia di attivisti in tutto il Paese. Prendo alcune precauzioni per proteggermi. Ma alla fine tutti corriamo il rischio di essere arrestati. E va bene così. Continueremo”


14. Stella Nyanzi

Antropologa, femminista, poetessa, madre single di tre figli e ricercatrice all’Istituto per le ricerche sociali nell’Università di Makerere, Kampala, Uganda. Il posto come ricercatrice però lo ha perso, quando ha dichiarato di essere favorevole alla comunità LGBTQI+. Arrestata più volte, l’ultima lo scorso settembre, è stata rilasciata su cauzione e si è da poco candidata al Parlamento ugandese.


“Insegnate la poesia. Le manette non riescono a contenere la forza della poesia. I mandati di arresti non possono far scomparire i versi imparati a memoria. La poesia non può essere imprigionata”


15. Phyoe Phyoe Aung

Attivista del Myanmar, ha scontato più di un anno di carcere per una semplice manifestazione pacifica. Amnesty l’ha dichiarata prigioniera di coscienza, contribuendo alla sua scarcerazione.


“Insieme continueremo la nostra lotta, fino a quando il nostro sogno di giustizia e rispetto dei diritti umani diventerà realtà per tutti”


16. Salomé, Margoth, Patricia e Nema

Attiviste ecuadoriane, unite per difendere la “Terra Madre”, ovvero le terre della foresta Amazzonica


“Siamo unite e continueremo la nostra lotta per difendere la Madre Terra”.


17. Tatyana Revva

Tatyana è un’attivista russa che ha denunciato le pessime condizioni di lavoro in cui sono costretti a lavorare gli operatori sanitari degli ospedali russi e per questo è stata penalizzata, licenziata ed arrestata.


“Amici, mi chiamo Tatyana. Sono un’anestesista di rianimazione. Non abbiamo tute protettive, non abbiamo mascherine N95 o FFP, non abbiamo visiere per la faccia, non abbiamo occhiali protettivi e igienizzanti. Non abbiamo nulla”


18. Fatima Khalil

Giovane attivista Afghana, uccisa a Kabul il 27 giugno scorso, per il semplice fatto di lavorare alla Commissione nazionale indipendente per i diritti umani e svolgere il suo lavoro troppo bene.


“Lei è stata l’unica persona a parlarmi delle sfide e dei problemi da risolvere. Per questo, penso che qui sarei più utile”


19. Ahed Tamimi

Attivista palestinese impegnata contro le violazioni dei diritti dei palestinesi nei territori occupati dagli israeliani. Arrestata nel 2017, all’età di 17 anni, ha scontato la pena di 8 mesi di carcere.


“Hanno paura della verità. Se non avessero torto, non avrebbero paura della verità. La verità li spaventa. Io sono riuscita a far vedere questa verità al mondo, e ovviamente hanno paura”


20. Johanna Cepeda

Infermiera colombiana, è anche attivista per i diritti umani, concentrandosi in particolare sulle persone più vulnerabili, ovvero le giovani donne.


“La persecuzione contro le donne non può prevalere sulla garanzia dei loro diritti”


21. Mariam Al-Tayeb

Attivista politica libanese che si è schierata contro il regime di Saddam Haftar, per questo costretta all’esilio dopo aver subito tremende violenze.


“Mi hanno picchiata a mani nude, non ero mai stata picchiata così. “Insulti dio” mi hanno detto”


22. Maryam e Zainab Al-Khawaja

Sorelle formidabili ed instancabili difensore dei diritti umani in Bahrein.


“E’ mio diritto, e mia responsabilità, come persona libera, protestare contro l’oppressione e gli oppositori”


23. Sara Lucarioni

Grande giornalista e attivista italiana che da anni denuncia ogni violazione dei diritti umani in tutto il mondo, concentrandosi in particolare sulla tremenda storia degli Yazidi siriani.


“Ho parlato. Ho visto. Ho sentito. E con i miei reportage ho cercato di raccontare anche il profumo di questa fase storica”


di Simona Bianchi