OMS DICHIARAZIONE SHOCK:LAVATE LA MANO INVISIBILE DEL LIBERO MERCATO!

Scatena reazioni di panico e disappunto la dichiarazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità secondo cui, per preservarsi dal COVID-19, sarebbe necessario igienizzare la mano invisibile teorizzata da Adam Smith.

Le parole di sconcerto dei compagni e delle compagne di tutti i paesi fanno il giro del mondo. Cuba ritira i propri aiuti all’Italia, sostenendo che non è disposta a praticare la scienza nei paesi che basano il proprio sistema economico-sociale su superstizioni come quella del mercato che si autoregola. La comunità politica è in subbuglio: dopo aver accertato che il covid è un virus di sinistra, si chiede quale dei classici strumenti delle democrazie neo-liberali sia il migliore per ostacolarlo.

Si sa, i problemi globali si risolvono sempre molto meglio anteponendo l’interesse del singolo e dello Stato-nazione a quello della collettività, e grazie a Gesù anche stavolta prevarrà il buonsenso del sopravvive chi se lo merita, come ben spiegato dalle parole profetiche di Boris Johnson : «Forse morirete, ma keep calm: lavatevi le mani e continuate a produrre». Anche Renzi vuole fare la sua parte guidando la società nella giusta direzione: «Vengono prima i profitti dei pochi, poi la salute dei molti. Abituatevi e riapriamo tutto»

(ho parafrasato, licenza poetica).

Insomma, in fondo lo sappiamo tutti anche se ci ostiniamo a fare i buonisti: i vecchi rallentano l’economia e una società avanzata è quella che fa della legge del più forte un valore da applicare e non un nemico da combattere. Anzi, mi chiedo perché non stiamo cogliendo l’occasione che ci regala il panico scatenato da questo virus per fare un po’di pulizia, ordine e tornare alle sane e vecchie tradizioni: ciò che mi rincuora è il lavoro tempestivo della narrazione dominante, che scambia una pandemia con la guerra, i cittadini coi soldati, la consapevolezza con l’obbedienza e la solidarietà con il nazionalismo.

Menomale che il buonsenso in questo paese viene ristabilito prepotentemente da quella parte di società civile che non si fa fregare dai complotti dei professoroni che chiedono cautela. Reclamiamo a gran voce una gestione dittatoriale della situazione, caccia al nemico interno e sorveglianza militarista! Infondo dai, non è pericoloso, i più efferati crimini politici e contro l’umanità non sono mai avvenuti con il plauso di una cittadinanza spaventata, arrabbiata e male informata … In tutto questo politici, informazione e leader d’opinione giocano un ruolo fondamentale, ben consapevoli di quanto poco conti il peso delle parole in simili situazioni.

Immagino che le videochiamate su Skype vadano più o meno così: «Allora ragazzi pronto mi sentite? Bene, chi non ha diritto di parlare spenga il microfono, ecco bravi, tu laggiù rappresentante dei sindacati e tu rappresentante dell’istruzione e soprattutto tu giornalista che ancora ti fermi a rileggere prima di pubblicare, dai avanti spegnilo. BENE. Ora che non dobbiamo più ascoltare le voci scomode possiamo finalmente intavolare una conversazione produttiva. Allora ragazzi: 1, ci servono teorie del complotto per confondere l’opinione pubblica, ma i social stanno già contribuendo a diffonderle senza bisogno del nostro intervento, insomma se qualcuno volesse ricondividerne un paio così per sport … «2, la prima cosa da fare è attribuire la responsabilità al singolo e non al sistema, sennò qui ci ritroviamo un sacco di cittadini arrabbiati con noi per gli anni di tagli alla sanità e la mancanza di tutele sociali. Dai su che mi avete capito, come per la crisi ambientale che è colpa di chi compra la plastica e non di chi la produce» «Diamo la colpa ai comunisti!» «No, non va più di moda» In coro: «Allora ALLE ONG» «Grazie Senatore Salvini e Bruno Vespa per le vostre sempre acute e pertinenti osservazioni, ma quel paraculo di Gino ha già spedito i suoi adepti in giro per gli ospedali d’Italia. Ci serve una categoria nuova, fresca…» «Perché non dare la colpa ai runner» … «I runner eh? Interessante, è un’idea così stupida da essere geniale. Poi basta aggiungere influencer random che invitano a stare a casa e il gioco è fatto, il mondo dell’informazione ha un sacco di cose su cui concentrare l’attenzione diverse dai reali problemi che dobbiamo affrontare e dalle reali conseguenze di questa situazione.»

Insomma,che bella questa quarantena! Tutti a casa loro, un sogno che si avvera.

“E chi una casa non ce l‘ha? Chi vive in casa situazioni di sistematica violenza fisica e psicologica?”


Basta con queste lamentele inutili, chi è povero lo è perché lo sceglie e questa situazione è una gran festa, la verità si legge sui social. Tutti cantano, fanno workout, gli uomini leggono e le donne cucinano. Che figata!


Didattica scadente, sanità al collasso, blocco delle iniziative sociali che parano il culo a una politica che ha deciso di smettere di occuparsi degli ultimi. Tutte queste situazioni possono essere congelate e lasciate così con una buona scusa, e finalmente ignoranza, violenza e paura (the new Dio, patria e famiglia) possono prosperare in santa pace.

C’è chi dice che da questa emergenza trarremo qualcosa di positivo, che il sistema dovrà cambiare per forza e che la società si trasformerà in una direzione più egualitaria … che scempio!


Ma io sono tranquilla, finché continuiamo a prendere tutto per buono senza fermarci a riflettere ANDRÀ TUTTO BENE.