SENATORE, ORA CI SPIEGA?

Aspettiamo la conferenza stampa


"(…) prendo l’impegno di discutere con tutti i giornalisti in conferenza stampa dei miei incarichi internazionali, delle mie idee sull’Arabia Saudita, di tutto. Ma lo facciamo la settimana dopo la fine della crisi di governo. Adesso è del futuro dell’Italia non del futuro dei sauditi che stiamo discutendo”. Così Matteo Renzi il 29 gennaio alla stampa, il giorno dopo lo scoop di Domani, che mostrava il video della sua intervista a Mohammad Bin Salman, nel quale definiva il regime saudita come possibile culla di un nuovo rinascimento e ne invidiava il prezzo del lavoro.


“Eccoci qua, a quando la conferenza stampa?” Questa spero sia la prossima domanda rivolta al senatore di Rignano da qualsiasi giornalista lo dovesse contattare nelle prossime settimane. Le domande dovrebbero essere molte.


In primis: il senatore fa ancora parte del Board saudita del FII Institute? Board da cui riceve 80.000 dollari annui e la possibilità di volare gratis su lussuosi jet privati che per un privato cittadino costano 5.300 euro l’ora. Tutto ciò non va in conflitto di interessi con la sua attività di senatore della repubblica italiana? Il senatore, tra l’altro, era parte fino a poche settimane fa della commissione esteri e lo è attualmente della commissione difesa, ed è inoltre il capo politico di una forza di maggioranza che ancora oggi esprime un ministro e fino a poche settimane fa era decisiva nel sistema politico italiano. Ha intenzione di dimettersi dal Board? Altro elemento su cui il senatore potrebbe fare chiarezza è il fatto che fino al 2017 dichiarava un reddito annuo di 29 mila euro, nel 2019 ha superato il milione, chi altro lo finanzia?


Gli attacchi a Conte e il legame con Biden


Solo domenica scorsa in una lunghissima lettera su La Stampa, un’intera pagina dedicatagli, sulla sua visione della politica e sul futuro della sinistra italiana, il senatore di Rignano rivendicava i sui legami con Obama, che pure non l’ha mai citato nella sua biografia appena uscita, e con il neo presidente USA Biden, attaccando la linea del Pd e la sua alleanza con i 5 Stelle e la loro difesa dell’ex- presidente Conte, accusato più volte durante la crisi di governo da Renzi di essere stato troppo vicino all’ex presidente Trump.


“Che cosa vorrà fare la sinistra riformista di questo paese? Quella sinistra che ha sognato con Blair e Obama, che ha festeggiato Biden e Macron, che ricorda Mitterand e Schroder?” (Renzi a La Stampa).


La maggior parte dei commentatori politici non ha avuto nulla da ridire su queste sue affermazioni che però alla luce dell’affaire saudita e delle mosse delle neo-presidenza Biden dovrebbero porre qualche riflessione.


La linea Renzi in Medio Oriente è quella di Trump


Uno dei principali alleati di Mohammad Bin Salman era proprio l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il quale addirittura si recò in Arabia Saudita come prima visita ufficiale della sua presidenza e che difese il principe saudita, elogiato anche da Renzi e suo finanziatore, dall’accusa di essere il mandante dell’omicidio Khashoggi, con un lapidario “nessuno lo può sapere”, nonostante un report della Cia, che molto probabilmente l’amministrazione Biden tra poco desegreterà, fosse stato molto chiaro sulle responsabilità di MBS come mandante dell’omicidio del giornalista saudita del Washington Post.


Biden già durante la campagna elettorale definiva il regime saudita come uno stato “pariah” la cui governance doveva essere messa in discussione, in onore della memoria di Khashoggi e del rispetto dei diritti umani. Alle parole in queste prime settimane di presidenza sembra che stiano seguendo i fatti, vi è stato infatti il blocco dell’esportazione di tecnologia militare di altissimo livello, a cui è seguito anche quello italiano, e le dichiarazioni sulla necessità di fermare la guerra saudita in Yemen. Renzi, nel frattempo, difendeva il regime saudita, definendolo un esempio di lotta al terrorismo, e la reggenza di MBS come un esempio del riformismo saudita. Per farsi un’idea di cosa sia il riformismo saudita consiglio il documentario appena uscito in Italia, sulla piattaforma online Miocinema, The Dissent, di Ryan Foegel (già vincitore dell’Oscar con Ikaurus) che ricostruisce la morte di Khashoggi e mostra chiaramente la situazione di costante repressione dei diritti umani e l’impossibilità che vi sia il minimo diritto di espressione e critica in Arabia Saudita.


Altro elemento che differenzia radicalmente Renzi e quelli che lui definisce i suoi grandi esempi Obama e Biden è il rapporto con l’Israele di Netanyahu. In un bel documentario di Frontline PBS “Netanyahu at War”, disponibile su YouTube si racconta chiaramente della differenza di veduta tra “Bibi” e Obama e delle difficolta in questo rapporto, che sembra si stiano ripalesando anche con Biden, il quale neopresidente ormai da settimane, non ha ancora contattato il premier israeliano. L’ asse saudita-israeliano elogiato da Renzi, ha sicuramente alcuni aspetti positivi; è stato però ed è tuttora anche un fattore destabilizzante per la regione, dato il forte interventismo dei due attori, ritenuti dalla presidenza democratica degli Stati Uniti come inaffidabili e potenzialmente pericolosi. Dalla loro collaborazione inoltre è uscito rafforzato il sistema di controllo di massa saudita, volto alla repressione di qualsiasi dissenso, grazie alla vendita da parte della società israeliana NSO Group del più sofisticato software di spionaggio attualmente esistente, il Pegasus II.


Cosa pensa il senatore Renzi di tutto questo? Non ha problemi nell’esser finanziato dal probabile mandante dell’omicidio di Jamal Khashoggi? Non ha ritenuto sconveniente questo suo legame nato tra l’altro in un periodo in cui la riprovazione internazionale verso MBS ha portato al raffreddamento di diversi rapporti diplomatici internazionali e alla diminuzione degli investimenti nel paese? Cosa ne pensa del fatto che l’Onu stia per aprire una pratica sull’Arabia Saudita? E perché si dice ispirato e vicino alla sinistra democratica americana mentre ha stretto rapporti economici con uno dei principali alleati di Donald Trump, inviso ai democratici statunitensi?


Il giornalismo italiano e le domande che non fa, nonostante un collega ucciso.


Queste sono solo alcune delle domande che andrebbero poste all’ex primo ministro Italiano. In queste settimane Renzi è intervenute varie volte nel dibattito pubblico italiano, tramite la sua E-News e diverse interviste. La settimana passata è stato intervistato dal sole 24 ore e ha detto che il MES, suo grande cavallo di battaglia durante la crisi di governo appena avvenuta, non era più necessario, nessun passaggio sul suo conflitto d’interessi. Sabato scorso è intervento da Myrta Merlino all’Aria che Tira su la7, che addirittura, dopo averlo definito “elegantissimo, dimagrito ed in gran forma” ha preferito deliberatamente non parlare di quella che lei ha definito la “brutta situazione” in Arabia Saudita, accennando solo leggermente all’argomento, dopo che Renzi se n’era uscito cosi :“se vuole farmi uscire una parola contro il Presidente del Consiglio uscente non ce la fa neanche con le tenaglie, cioè può prendere il trapano, può fare quello che vuole (…)”. Avesse mai in mente il povero Khashoggi, tagliato a pezzi con una motosega? L’intervista poi proseguiva chiedendogli cosa ne pensasse del Governo Draghi e se fosse dispiaciuto per gli attacchi ricevuti. Giovedì scorso Aldo Cazzullo a Piazza Pulita aveva criticato Matteo Renzi, non per il suo rapporto economico con MBS, su quello neanche un passaggio, ma per non aver condotto la sua battaglia politica all’interno del PD, avendo invece creato un nuovo partito. Che la sua linea di condotta fosse in qualche modo antitetica a quella che dovrebbe essere la linea politica di un partito di sinistra non gli è passato per la mente. Oltretutto se eticamente riprovevole anche illegale, nella maggior parte delle democrazie occidentali. Ho già citato la lettera di Renzi pubblicata da La Stampa riguardo al futuro della sinistra italiana.


Sempre domenica scorsa il senatore di Rignano è stato intervistato dalla televisione inglese Channel4 dalla giornalista Fatima Manji, che finalmente ha posto almeno alcune delle domande che sorgono spontanee dopo la sua recente trasferta saudita: “Ha preso degli ordini? Quanto l’hanno pagata? Cosa dice agli italiani, lei che in piena pandemia se ne va in giro?” Renzi evidentemente non abituato a questo tipo di domande ha tergiversato, ha parlato del suo appoggio alla leadership saudita che sta promuovendo riforme importanti riguardo ai diritti umani e all’emancipazione femminile.

Molto probabilmente la conferenza stampa da Renzi invocata non avverrà mai, se invece si dovesse tenere si spera che si svolga presso la sede della stampa estera, sembra infatti che a parte qualche rara eccezione, in questo caso il giornale Domani, autore dello scoop, i giornalisti italiani non sappiano più far domande. Tutto questo nonostante un collega morto ammazzato, tagliato a pezzi e bruciato insieme a 30 kg di carne kebab, mentre la sua compagna aspettava ore di fronte alla porta del consolato saudita ad Istanbul, dove avveniva l’assassinio.


Fonti:

https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/01/20/renzi-e-sempre-piu-ricco-oltre-un-milione-nel-2019/6071666/

https://www.channel4.com/news/former-italian-pm-matteo-renzi-talks-about-causing-a-political-crisis

https://www.corriere.it/esteri/21_febbraio_11/delitto-khashoggi-documentario-ricatto-dollari-7d4371da-6c99-11eb-bd17-59a445633f5e.shtml

https://www.open.online/2021/01/29/italia-revoca-export-armi-arabia-saudita-e-emirati-arabi-uniti/

https://www.editorialedomani.it/idee/commenti/renzi-e-i-finanziamenti-arabi-il-vuoto-nelle-leggi-sulle-lobby-yxrfxekw

https://www.dire.it/29-01-2021/599171-arabia-saudita-m5s-attacca-renzi-puo-ricevere-compensi-da-stato-estero/

https://www.lastampa.it/topnews/primo-piano/2021/02/14/news/conte-non-e-il-leader-dei-riformisti-al-paese-serve-una-nuova-speranza-1.39898234

https://www.editorialedomani.it/politica/italia/e-renzi-torna-dallarabia-saudita-era-li-per-una-conferenza-da-50mila-euro-qm2l80ng

https://www.editorialedomani.it/idee/commenti/renzi-larabia-e-quelle-dimissioni-necessarie-eyd3fe57

https://www.washingtonpost.com/opinions/global-opinions/saudi-arabias-ruler-is-desperate-to-appease-biden-he-hasnt-done-enough/2021/01/07/7669e69e-5111-11eb-b96e-0e54447b23a1_story.html

https://www.theguardian.com/world/2020/dec/18/jamal-khashoggis-fiancee-urges-joe-biden-to-release-cia-report

https://www.theguardian.com/world/2021/jan/19/biden-administration-to-declassify-report-into-khashoggi

https://www.theguardian.com/world/2021/feb/11/saudi-arabia-loujain-al-hathloul-release-sparks-calls-for-real-justice

https://youtu.be/xj69hcP85W4

https://youtu.be/jsXLBSpMyi4

https://youtu.be/uFZUPoQqgaE

https://youtu.be/7W-xxpXzAC0



di Stefano Chianese