PER PATRICK, PER LA LIBERTÀ DI TUTTI

Il crudele Mubarak, rovesciato durante la Primavera Araba nel 2011, è morto martedì, ma le cose non è che siano cambiate chissà quanto in questi anni, nella terra dei faraoni. Il regime di Al-Sisi, forte delle sue relazioni commerciali, lede i diritti umani con una leggerezza che sarebbe giusto definire imperdonabile. Sarebbe. Perché l’Italia invece ha saputo perdonarla. Si è limitata ai richiami e agli accorati appelli del presidente della Camera Fico per la ricerca della verità, quando è morto il nostro Giulio Regeni. E continua a limitarsi ai rimproveri di circostanza anche adesso che Patrick Zaki può ancora essere salvato. Forse. Perché l’impressione è che Al-Sisi stia accelerando l’escalation di torture e crimini nei suoi confronti. Ricapitoliamo: il 7 febbraio Patrick, studente egiziano in Erasmus a Bologna, viene arrestato in Egitto mentre è di ritorno per salutare la famiglia. La sua colpa? Diffondere idee pericolose per il regime, essendo vicino al mondo LGBTQ+, e forse persino attivista gay. Pensatore libero e indifeso, scopritore delle meraviglie del mondo, Patrick frequenta il master “Gemma”, che ha per argomento il tema del Gender e i Women Studies. Ciò è troppo per un regime che omologa le coscienze e deprime il pensiero critico. Accusato di “diffusione di notizie false”, “incitamento alla protesta” e “istigazione alla violenza e ai crimini terroristici”, lo studente 27 enne è tuttora in custodia cautelare, prorogabile ogni 15 giorni. È di martedì l’ultima decisione delle autorità egiziane: trasferimento di Patrick in un altro centro di detenzione e visite negate fino al 5 marzo (contrariamente alle promesse del procuratore). Nel frattempo, il giovane è stato torturato e attualmente ha un’allergia agli occhi dovuta al contatto con il fumo (lui che fumatore non è) di 34 detenuti in cella con lui. Sabato 7 marzo ci sarà il nuovo esame del caso da parte della procura di Mansura: ma pensando all’udienza farsesca di sabato 22, con gli avvocati che seguivano il caso strattonati dalla polizia in tribunale, è probabile che il destino di Patrick sia scritto. Probabile, ma non certo. Bologna non si arrende. L’Italia come sistema Paese farà altrettanto o si piegherà codardamente, per una seconda volta, alla potenza degli interessi economici in gioco?


- Daniele Ballerini