PILLOLE DI ARTE FEMMINISTA pt. 2

Continuando un percorso che desidera interrogarsi sul rapporto tra arte e politica, oggi vorrei raccontare qualcosa di Ghada Amer, un’artista contemporanea nata a Il Cairo nel 1963 . La sostanza attorno alla quale ruota la sua ricerca è profondamente politica. Estremismo religioso, identità culturale, seduzione del corpo: con le sue opere originali capovolge le narrazioni tradizionali di questi temi, rifiutando il rapporto dicotomico tra oriente e occidente, maschile e femminile, arte e artigianato. La lotta di Ghada Amer per l’emancipazione femminile affonda le radici nella sua esperienza di musulmana cosmopolita e le sue opere criticano la concezione dominante di femminilità sia nella versione occidentale che in quella orientale.

Di conseguenza, fin dagli esordi, ricerca un linguaggio artistico in grado di interrogarsi sul ruolo della donna nella società e di scardinare la visione retrograda di donna domestica: proprio per questo sceglie tecniche tradizionalmente femminili, in particolare il cucito, per “trasformare l’atto del dipingere”.

Con ago e filo Ghada Amer intende emancipare le immagini da quella che definisce doppia sottomissione, quella della società e quella della rappresentazione. Da qui il rifiuto del linguaggio pittorico. Con le sue opere provocatorie sfida la visione patriarcale e scardina le regole che prescrivono l’atteggiamento delle donne verso il proprio corpo. Ecco allora immagini di donne come figure predominanti, a volte ripetute nella stessa posizione, che mostrano una sessualità esplicita, spesso in atti di auto-erostismo.

Donne non più concepite come oggetto sessuale passivo, ma come soggetti che rivendicano il potere seduttivo del corpo in quanto strumento di rivolta e di liberazione. Le sue opere sono una danza di ricami, un formicaio di fili che esternano e nascondono grovigli di corpi e particolari erotici , restituendo un senso di movimento, un divenire metafora del processo di ridefinizione dell’identità femminile.


Parallelamente la sua ricerca ruota intorno al linguaggio: particolarmente esplicativo in questo senso è “Encyclopedia of Pleasure”, un’opera composta da cubi sui quali l’artista ricama dei brani tratti da uno scritto erotico arabo dell’XI secolo. “Ricamo questo lavoro come un omaggio alle donne, domandando loro (e a me stessa) se abbiamo una voce diversa da quella di un uomo per descrivere il mondo. Ho scelto di illustrare i passaggi tratti da questo libro proibito come una protesta contro la perdita di libertà”.


L’arte di Ghada Amer è diretta, provocatoria, estremamente espressiva. Le sue opere suscitano in chi le guarda (o almeno così è stato per me) un misto di eccitazione, identificazione e senso di potenza.

Per averne un assaggio ecco il suo blog: https://www.ghadaamer.com/

Di Virginia Tallone