SIAMO ANCORA CAPACI DI PARLARNE

23 Maggio 1992

H 17.57

Autostrada A29, altezza Capaci


La mafia è il peggior istinto irrazionale presente solo nell’uomo. Come tale, ci porta ad agire credendo di essere nel giusto, rinnegando ogni forma di dialogo ed abbracciando le azioni violente. Così che l’unica forma di dialogo che potrai mai conoscere saranno 1000 kg di tritolo sotto un’autostrada.

È più facile far saltare tutto in aria piuttosto che prendersi la responsabilità di palate di merda fatte in anni ed anni di esistenza. Perché fondamentalmente tu eri e sei convinto di essere nel giusto.

La mafia aveva chiaramente paura, era completamente terrorizzata.

Ed è il classico atteggiamento da bullo quello di distruggere l’altro piuttosto che affrontare i propri problemi, ripeto, sempre che tu te ne accorga che siano problemi.


Pensando ai giorni d’oggi, la cosa che mi preoccupa di più è che di mafia se ne parla sempre meno.

Facendo ciò non facciamo altro che lasciarla agire nell’ombra, indisturbata, lasciandola sviluppare sotto altre forme per sopravvivere ed ampliare il suo mercato.

Mi ricorda un po’ ciò che successe con l’AIDS.

Negli anni ’80 / ’90, ovvero nel suo periodo di exploit, se ne parlava ovunque e qualsiasi occasione, in tv, in radio, sui giornali e anche su manifesti per le città, era buona per ricordarlo. Eppure ora, seppur ancora presente ed attuale come problema, non se ne parla più di tanto.

Il problema persiste ed è fondamentale non dimenticarlo.

Qualora non sussistesse più, sarebbe giusto ricordarlo ugualmente. Come ad esempio è stato fatto con l’olocausto, anche se le teste di cazzo in giro ci sono sempre e dunque il problema, anche se non proposto alla stessa maniera dell’epoca, per il dispiacere delle suddette totenkopf, persiste sotto altre forme.

Quindi, ritornando al discorso principale, proprio per non dimenticare, il 23 Maggio di ogni anno in Italia rammentiamo la strage di Capaci.

Lo facciamo per ricordare sì il sacrificio di Falcone, della moglie e della scorta, ma anche quello di tutte quelle persone che decisero coraggiosamente (parafrasando Falcone stesso) di convivere con la paura e di non farsi condizionare da questa e che decisero di lottare contro questo male. Sacrificando la propria vita, ma soprattutto la loro libertà, nel tentativo di estirpare la mafia.

La mafia, forza coercitiva maligna che, assieme ad altre organizzazioni malavitose, attanaglia tuttora il nostro paese, assumendo aspetti e forme diversi per rimanere al passo con i tempi, espandendosi su nuovi mercati, divenendo oramai un parassita a livello globale.

Per altro sono proprio periodi di instabilità economica come questo che rinnovano il potere della mafia, in quanto i piccoli imprenditori per non chiudere i battenti definitivamente, piuttosto che rivolgersi ad una banca per vedersi negato un prestito, preferiscono scendere a patti con le mafie.

Per concludere, voglio rivolgermi a tutte quelle persone che nel corso degli anni hanno continuato a dirmi che la mafia e le associazioni a delinquere non si possono sconfiggere, con una frase di Giovanni Falcone:

"La mafia è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio, e avrà anche una fine. Piuttosto bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave e che si può vincere non pretendendo eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni"


-Maria Francesca Scollato