TROVA IL TUO POLO

Elaborare una “filosofia per esploratori polari” potrebbe sembrare un’aspirazione bizzarra e forse anche poco utile. Erling Kagge tuttavia mostra come in realtà questa filosofia sia buona parte di ciò di cui abbiamo bisogno oggi per recuperare il nostro rapporto con la natura e con noi stessi.

Kagge è stato il primo uomo della storia a raggiungere a piedi Polo Nord, Polo Sud e cima del Monte Everest. Il suo punto di vista è quello di un esploratore che, abbandonate le sue avventure in giro per il mondo, ha aperto una casa editrice e vive oggi a Oslo con la sua famiglia. In Tutto quello che non ho imparato a scuola sono presenti tutti questi elementi biografici, ma ciò che svetta sul resto è come la natura possa cambiare la nostra percezione di noi stessi e del mondo intero.

In un’epoca in cui i rumori assordanti delle metropoli non lasciano tregua e anche nei paesi più sperduti l’industrializzazione è una realtà consolidata, Kagge rivendica la quiete dei boschi norvegesi, il bianco e il silenzio del Polo Sud e la capacità di apprezzare la solitudine. I temi della vita quotidiana, dalla felicità ai piccoli o grandi fallimenti personali, sono trattati in rapporto a come un’esperienza estrema come quella dell’esploratore polare possa contribuire a plasmare un vero e proprio modo di relazionarsi con il mondo.

Lungo tutto il libro Kagge ripete più volte che le sue esplorazioni gli hanno insegnato cose che, tornato dai suoi viaggi, si è portato a casa con sé. La capacità di apprezzare le cose più insignificanti come un pasto dopo una giornata di lavoro, che in condizioni estreme come quelle di un’esplorazione in solitaria al Polo Sud diventa la soddisfazione nel poter mangiare una porzione di carne essiccata dopo aver faticato tra i ghiacci antartici per l’intera giornata; il coraggio di tornare sui propri passi e accettare una sconfitta; l’importanza di darsi dei tempi per il lavoro e dei tempi per se stessi, per le persone e i luoghi che amiamo; tutti questi elementi sono presenti e filtrati attraverso l’esperienza delle esplorazioni che Kagge ha condotto negli anni della sua giovinezza.

Il libro potrebbe essere ben riassunto dal titolo del secondo capitolo: trova il tuo polo. La necessità di trovare un proprio posto in questo mondo globalizzato e affollato, si congiunge con la tensione creata dalla solitudine — affrontata sia nel suo aspetto positivo che in quello negativo. È in questo senso appropriato citare Daniel Pennac, secondo cui l’uomo “vive in gruppo perché è gregario, ma legge perché si sa solo”.

Il giusto equilibrio tra la costante connessione con gli angoli più remoti del mondo e la solitudine (talvolta necessaria) si può trovare in definitiva in due elementi: la natura e la lettura, che Kagge coniuga nella sua biografia di esploratore e editore, ma anche e soprattutto nella sua riflessione, la quale insegna che silenzio, solitudine e disconnessione totale dall’omologazione della vita contemporanea possono essere valori positivi.


di Fabio Carnevali